"A zì prete, damme 'na mano". Gli oltre 350mila ragazzi salvati dalla droga da don Pierino Gelmini devono molto a queste semplici parole. Sono quelle pronunciate il 13 febbraio di 47 anni fa da Alfredo Nunzi, fino a quel momento un poveraccio qualsiasi seduto sugli scalini della chiesa romana di Sant'Agnese a piazza Navona. Neanche lui poteva sapere che da quelle parole sarebbe poi nata tutta l'opera della Comunità Incontro. Don Pierino questa mattina sarà proprio lì su quei gradini a celebrare il ricordo di quel 13 febbraio 1963. Si tratta di uno dei momenti più sentiti dal sacerdote antidroga, perchè si riferisce proprio alle origini morali della sua opera. Fu quello infatti il passaggio che cambiò la vita a don Pierino, che a sua volta poi la trasformò, ripescandola dalla strada, a tantissimi ragazzi in giro per il mondo.
La cerimonia di stamattina ripercorrerà proprio la cronaca di quei momenti. Don Pierino, all'epoca giovane monsignore, segretario di un importante cardinale del Vaticano, attraversa piazza Navona a Roma con sotto braccio alcuni documenti importanti addirittura riservati al Santo Padre. La sua carriera ecclesiastica infatti è già ben avviata e da lì a poco probabilmente gli farà fare anche un ulteriore salto di qualità. Alfredo Nunzi, sporco e malconcio, all'improvviso lo vede passare e chiama: "a zì prete, damme 'na mano". Il sacerdote non si sottrae all'appello e come ogni persona per bene mette la mano nel portafogli, per consegnare qualche spiccio al povero mendicante. Che però subito ribalta la situazione:
"Non voglio soldi. Non vedi che sto male?."
"Su, dai vieni che ti porto all'ospedale"
, è la risposta del sacerdote, destinata però a cadere nel vuoto.
"Ci sono stato tante volte all'ospedale, ma eccomi qua."
"Allora ti ospito a casa mia", fa don Gelmini.
"e sul suo viso - racconterà don Pierino in seguito - a quel punto ho visto stagliarsi un sorriso. Capii allora che avevo fatto centro, e che Alfredo non cercava risposte istituzionali, ma soltanto che qualcuno gli facesse del bene."
Alfredo morirà poi a 49 anni, nel luglio del 1992. Il suo ricordo resta nel cuore di don Pierino come un pilastro fondante di tutto quanto fatto finora in giro per il mondo dalla Comunità Incontro. Ecco perchè don Pierino stesso ha voluto che in tutti i centri questa mattina venga osservato un momento di riflessione proprio in concomitanza con il discorso che il fondatore della Comunità Incontro, insieme ad una delegazione di ragazzi, terrà sugli scalini della chiesa di Sant'Agnese
Massimo Colonna [txtchiaro]amelia - "a zì prete, damme 'na mano". Gli oltre 350mila ragazzi salvati dalla droga da don Pierino Gelmini devono molto a queste semplici parole. Sono quelle pronunciate il 13 febbraio di 47 anni fa da Alfredo Nunzi, fino a quel momento un poveraccio qualsiasi seduto sugli scalini della chiesa romana di Sant'Agnese a piazza Navona. Neanche lui poteva sapere che da quelle parole sarebbe poi nata tutta l'opera della Comunità Incontro. Don Pierino questa mattina sarà proprio lì su quei gradini a celebrare il ricordo di quel 13 febbraio 1963. Si tratta di uno dei momenti più sentiti dal sacerdote antidroga, perchè si riferisce proprio alle origini morali della sua opera. Fu quello infatti il passaggio che cambiò la vita a don Pierino, che a sua volta poi la trasformò, ripescandola dalla strada, a tantissimi ragazzi in giro per il mondo. La cerimonia di stamattina ripercorrerà proprio la cronaca di quei momenti. Don Pierino, all'epoca giovane monsignore, segretario di un importante cardinale del Vaticano, attraversa piazza Navona a Roma con sotto braccio alcuni documenti importanti addirittura riservati al Santo Padre. La sua carriera ecclesiastica infatti è già ben avviata e da lì a poco probabilmente gli farà fare anche un ulteriore salto di qualità. Alfredo Nunzi, sporco e malconcio, all'improvviso lo vede passare e chiama: "a zì prete, damme 'na mano". Il sacerdote non si sottrae all'appello e come ogni persona per bene mette la mano nel portafogli, per consegnare qualche spiccio al povero mendicante. Che però subito ribalta la situazione:
"Non voglio soldi. Non vedi che sto male?."
"Su, dai vieni che ti porto all'ospedale"
, è la risposta del sacerdote, destinata però a cadere nel vuoto.
"Ci sono stato tante volte all'ospedale, ma eccomi qua."
"Allora ti ospito a casa mia", fa don Gelmini.
"e sul suo viso - racconterà don Pierino in seguito - a quel punto ho visto stagliarsi un sorriso. Capii allora che avevo fatto centro, e che Alfredo non cercava risposte istituzionali, ma soltanto che qualcuno gli facesse del bene."
Alfredo morirà poi a 49 anni, nel luglio del 1992. Il suo ricordo resta nel cuore di don Pierino come un pilastro fondante di tutto quanto fatto finora in giro per il mondo dalla Comunità Incontro. Ecco perchè don Pierino stesso ha voluto che in tutti i centri questa mattina venga osservato un momento di riflessione proprio in concomitanza con il discorso che il fondatore della Comunità Incontro, insieme ad una delegazione di ragazzi, terrà sugli scalini della chiesa di Sant'Agnese.



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