Il digestore anaerobico a Porchiano

Il dibattito anima la città e il confronto con altri municipi Il digestore anaerobico per la produzione di gas e energia, che dei privati intendono realizzare a Porchiano, se da una parte ha suscitato dei malumori nella popolazione (già provata dalla vicenda porcilaia-pollificio), dall'altra vede la posizione non del tutto negativa di Legambiente.
Gli ambientalisti scagionano l'impianto da ogni dubbio riguardo a un potenziale inquinamento. La produzione di biogas e poi di energia elettrica da scarti vegetali è una modalità verde, non inquinante, sicura.
Così scrive l'associazione:
"Giovedì scorso a Porchiano è stato presentato un progetto per la costruzione di un impianto a biogas.
Siamo andati a parlare con il proprietario e abbiamo ottenuto tramite il Comune le linee guida del progetto.
Abbiamo chiesto ulteriori delucidazioni e ci hanno fornito una relazione. Si tratta di un impianto che si situa sulla strada Porchiano-Attigliano, quasi al confine del comune in una zona poco abitata e non molto visibile dalla strada.
É un digestore anaerobico, che fa fermentare scarti agricoli (60% prodotti nell'azienda) per ottenere biogas che, depurato, viene utilizzato con un cogeneratore per produrre un megawattora di energia elettrica.
I residui vengono separati dall'acqua, che viene riutilizzata, ed utilizzati come concime in azienda.
I particolari sono nei documenti. Le emissioni sono soprattutto di Co2 che però è la stessa che le piante hanno fissato tramite fotosintesi durante la loro vita.
Sottoporremo a esperti il progetto, ma se utilizzano scarti agricoli autoprodotti o di aziende limitrofe, l'impatto ambientale si può considerare quasi nullo.
L'importante è che il Comune stabilisca delle prescrizioni che impongano l'utilizzo solo di scarti agricoli, e che poi vengano effettuati controlli periodici."
Legambiente non entra nel dettaglio del secondo problema, quello dell'impatto paesistico. Anche su questo fronte però gli ambientalisti sono possibilisti, o almeno non si dicono già pronti sul piede di guerra.
"Esteticamente - dice l'associazione - si tratta di 4 silos, che sono però poco visibili."
Anche l'aspetto paesistico però può essere superato spostando di pochi chilometri l'impianto. L'assessore all'ambiente, Paolo Arice, già giovedì scorso ha offerto agli imprenditori di collocare lo stesso medesimo impianto nei terreni comunali di Cenciolello, dove sorge la discarica comunale, e dove il Comune di Amelia ha intenzione di creare un impianto molto simile, che utilizzi gli scarti biologici derivanti dalla raccolta differenziata dei cittadini (il cosiddetto umido).
Cenciolello diventerebbe così un sito produttivo di primo ordine per quanto riguarda l'energia pulita.
Dal punto della capacità di governo, concentrare diverse attività energetiche dello stesso genere in un luogo già deturpato significa fare della buona politica urbanistica.
Significherebbe coniugare la politica del fare con quella del fare bene. Ma non è detto che ciò accada



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