Un grande planetario digitale ad Amelia!

Un grande planetario digitale nel centro storico di Amelia, con relativo Centro di documentaristica scientifica, che potrà diventare un polo didattico-museale di riferimento su scala interregionale.
É quanto si propone di realizzare il Gruppo Astrofili Aristarchos, sostenuto dall'assessore al Turismo Franco Santarelli e dall'assessore (oggi ex) al patrimonio Tommaso Dionisi, sulla base del progetto stilato dal gruppo e approvato dalla giunta comunale.
Per valorizzare l'area urbana, e in particolare l'acropoli rendendola maggiormente attrattiva, sede prescelta per il nuovo "Planetario digitalis" è l'ex chiesa di San Giovanni, in un connubio ideale tra scienza e arte che valorizzerebbe sia la struttura che il progetto.
Si tratta di un tipo di planetario veramente innovativo la cui natura non pone limiti alle possibilità di rappresentazione scientifico artistiche; la sua facilità d'uso, programmabilità e versatilità elimina problemi di natura gestionale, sia in termini di risorse economiche che umane.
Nell'ex chiesa di San Giovanni, dunque, il planetario digitale potrebbe essere installato nella navata centrale superiore, le cui dimensioni permettono di optare per un planetario di 9 metri di diametro, che risulterebbe così il più grande in Umbria e uno dei maggiori in Italia, sia per diametro della cupola di proiezione che per capienza di spettatori.
L'altezza della cupola di proiezione (stimabile intorno ai 5.5/6 metri) non ostacolerebbe la visione degli affreschi, al contrario, creerebbe un effetto di armonizzazione visiva esteticamente suggestivo.
La natura stessa del planetario digitale, fa sì inoltre che nessun intervento strutturale irreversibile si ritenga necessario.
L'unica struttura non movibile è la cupola di proiezione, il cui cerchio equatoriale si colloca a 1.8/2 metri di altezza, non minando affatto la fruibilità dell'ambiente.
Le altre sale della struttura poi potrebbero ospitare una biblioteca scientifica, oltre a configurarsi come naturale sede di iniziative scientifico-culturali: dall'organizzazione di convegni, (ad esempio la possibilità di ospitare l'Annuale congresso nazionale dei planetari), cicli di conferenze, mostre temporanee e permanenti (ad esempio esposizione di un'ampia collezione di fossili e meteoriti del Ccds).
Piena disponibilità verrebbe garantita alle altre associazioni del territorio che necessitassero di spazi per l'organizzazione di convegni o altre attività culturali, sempre in stretta collaborazione con i soci del Gruppo Astrofili.
Diversi sembrano essere gli enti, le associazioni e i privati disposti a sostenere il progetto e l'acquisto di una strumentazione così all'avanguardia.
Ma cos'è un planetario? Un moderno strumento (ottico-meccanico, come quello che in città si trova all'Annunziata o, nelle più moderne soluzioni tecnologiche, come quello che si vuole installare a San Giovanni, digitale) che consente di ricreare all'interno di una cupola emisferica l'immagine della volta celeste stellata, così come viene percepita a occhio nudo in condizioni di perfetta visibilità.
Seduto sotto la cupola lo spettatore ha l'impressione di trovarsi in aperta campagna, lontano dalle luci della città, per godere in tutto il suo fascino lo spettacolo di un cielo notturno completamente libero da inquinamenti.
Strumento didattico di grande efficacia, il planetario aiuta a riconoscere le costellazioni più famose e le stelle più brillanti non solo dell'emisfero boreale, ma anche dell'emisfero australe.
Le sue caratteristiche pressoché uniche consentono rappresentazioni del cielo in diverse epoche e a diverse latitudini, la proiezione in cupola dell'eclittica, dell'equatore celeste, dei sistemi di coordinate astronomiche, delle costellazioni mitologiche di varie civiltà, nonché dei movimenti del Sole, della Luna e dei pianeti del Sistema Solare



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