La pittura di Paola Innocenzi è essenzialmente fatta di colori primari e vivaci che denotano una concezione positiva della vita. Le sue opere sono esposte in una mostra collettiva, a Guardea, nelle sale comunali di via Roma fino al 7 settembre.
Ma quali sono le sue esperienze, quali sono i suoi studi e che tecniche usa?
“La mia esperienza pittorica può essere in un certo modo convogliata in quelle forme di espressioni artistiche che si liberano dai canoni culturali riconosciuti tradizionalmente.
Accostandosi ai miei quadri, per comprenderne meglio il senso profondo, bisogna tener conto che sono ricchi di numerose e articolate implicazioni; il significato della mia pittura va oltre la sua forma.
Attraverso un forte simbolismo cromatico esprimo il mio stato d'animo, le mie sensazioni esistenziali. Lo spazio del dipinto e lo spazio del vissuto si legano fino a sovrapporsi e rappresentare la metafora della mia vita.
Non impongo allo spettatore un tema figurativo ben definito, ma cerco di porlo nella condizione di crearselo da sé attraverso la sua fantasia e le emozioni che ne riceve.
Il dipinto diventa un'illusione, una magia: ciò che vedi non è ciò che vedi. Si mette in moto la fantasia dell'osservatore che è portato ad intuire allusioni ad oggetti e situazioni.
Nasco come artista autodidatta, i miei studi universitari vertono verso ben altre discipline ma la voglia e l'esigenza di liberarmi nella comunicazione artistica è comunque emersa.
L'uso del colore è per me cruciale, utilizzo colori acrilici che rendono le mie tele molto luminose.
I miei dipinti sono caratterizzati da colori primari, vivaci e brillanti, esprimono una solarità e positività della vita che si oppongono idealmente ai toni a volte drammatici che vi sono celati”.
Dipingere è la sua unica forma di espressione artistica?
“In un periodo della mia vita, nel 2000 e 2001, ho seguito con entusiasmo e partecipazione, presso l'Accademia di Belle Arti di Viterbo "Lorenzo da Viterbo", un corso biennale sul tema "Architettura degli interni". La progettazione degli ambienti e il design sono discipline che mi affascinano molto e nelle quali occasionalmente e amatorialmente mi cimento”.
Perché e quando si è avvicinata alla pittura? “
La pittura è per me un'attività principalmente "autobiografica", il quadro diventa la registrazione di un momento della mia vita. Il mio desiderio di dipingere non è fatto di colori e pittura ma forse di pensieri, ricordi, sensazioni che non hanno a che fare con la pittura in sé. Il primo e assoluto incoraggiamento a propormi al pubblico lo devo a Pasquale de Zio, un amico di origini pugliesi residente da anni in Umbria, animatore culturale di Guardea, promotore di importanti iniziative musicali, artistiche e didattiche, è lui che circa dieci anni fa ha creduto in me.
Altro forte sostegno l'ho avuto da altri amici pittori, quali Nicholas Butler e Rodolfo Michelena di origini toscane e argentine ma tutti appartenenti al gruppo "Arte a Guardea" il quale ogni anno organizza una collettiva a Guardea durante il mese di agosto (quest'anno siamo alla X edizione), e alla quale si affiancano numerosi altri artisti. Con questi amici organizziamo spesso incontri, per confrontarci, raccontarci, discutere dei nostri lavori e arricchirci reciprocamente.
Il mio avvicinamento casuale alla pittura, insieme all'incontro simultaneo con questo gruppo di amici/artisti, e la possibilità che da subito mi hanno dato di appartenere al loro gruppo e di esporre con loro, sono stati gli elementi determinanti della mia evoluzione artistica”.
Perché ha titolato la mostra "Impeti Oceanici"?
“La mia esposizione ha toni di "personale" ma è inserita in una collettiva. "Impeti Oceanici" nasce dall'incontro con persone che non semplicemente amano il mare ma che lo vivono profondamente nella sua essenza.
La dinamica delle onde, il loro imporsi dominante e autoritario, l'imprevedibilità delle loro traiettorie, il loro inasprirsi e l'infrangersi violento a cui segue il loro perdersi, l'annullamento, il confondersi nel nulla, poi il lento defluire e il loro inesorabile confluire in nuovi dinamismi imperiosi, richiama alla mia concezione dinamica della vita, all'energia dirompente di cui dispone e che può sprigionare, all'"anima" che la guida e l'assiste fino all'ennesimo ricomporsi”.
Oltre all'arte quali sono i suoi interessi? “Diciamo che non banalizzo il rapporto con il mio corpo.
Me ne prendo cura da sempre, praticando palestra, mountain-bike, associandoci un'alimentazione salutistica ed equilibrata, il tutto per raggiungere uno stato di benessere psico-fisico che mi aiuti a pormi in armonia con me stessa e di conseguenza con gli altri. Un pensiero pieno d'amore per tutti gli animali.

dal Corriere dell'Umbria




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