La "Fava cottora" di Collicello sarà un presidio Slow-Food. Il Comune di Amelia ha dato il proprio benestare ufficiale all'operazione, finanziando una parte dell'iter che porterà alla creazione del presidio. In attesa che arrivi il marchio sulla fava di Collicello la città di Amelia ha già incassato l'interessamento dell'associazione al prodotto. Da qui alla definizione del presidio ci sono diversi passi ancora da intraprendere, ma ormai l'accordo tra Comune di Amelia e Slow-Food è ufficializzato. Come primo intervento da sviluppare c'è la definizione del disciplinare di produzione al fine di fregiarsi del marchio del presidio. Chi andrà a coltivare fave cottore nell'area di Collicello (piccola frazione sui Monti Amerini) dovrà rispettare alcune regole. Una volta arrivato il contrassegno del "Presidio Slow-Food", che sarà gratuito per il primo anno, scatteranno tutte le forme di promozione e pubblicizzazione che l'associazione è in grado di attivare, dall'inserimento negli appositi elenchi, alla creazione di depliant. Intanto c'è già un accordo per presentare la fava cottora al prossimo Salone del Gusto di Torino. Appuntamento per buongustai di tutt'Italia e vetrina per le prelibatezze gastronomiche. Il Comune di Amelia sarà configurato, all'interno dell'operazione, come soggetto sostenitore. Si arriva alla definizione del presidio dopo che il Comune di Amelia, in particolare l'assessorato al turismo, ha stretto legami con l'associazione che opera ad Amelia da qualche anno. Ancora qualche piccolo passo da compiere e si spera che l'obiettivo sia raggiunto



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