Continua la mobilitazione delle associazioni per la tutela del paesaggio, unitesi per creare un blocco omogeneo e più pesante come controparte nelle controversie che riguardano il paesaggio amerino.
I temi più caldi su cui si sta dibattendo rimangono la villetta sulle pendici del colle, il biodigestore per biomasse di Palliccio e il maxicomplesso edilizio di varie decine di migliaia di metri cubi che sorgerà poco più a valle su un terreno compreso tra i comuni di Attigliano e Giove.
Sulla villetta "pelagica", così chiamata per la stretta vicinanza al periplo murario della città, continuano le verifiche dei carteggi in basi ai quali è stata rilasciata la concessione edilizia per il lotto che, secondo indiscrezioni, è stato già messo in vendita ad un prezzo piuttosto alto.
Occorrerà constatare soprattutto la classificazione del terreno come agricolo, nonostante la vicinanza al centro storico di Amelia, grazie alla quale è stato permesso il recupero di un annesso da cui è nata la costruzione tanto contestata.
Sul biodigestore, nonostante la accese proteste dei residenti di Porchiano e delle aree limitrofe, il progetto sta continuando a marciare a passo spedito verso il suo insediamento in un'area di pregio paesaggistico e limitrofa a un'oasi protetta della Lipu.
Al suo interno, oltre al foraggio, è quasi certo che verrà messa a fermentare, per produrre energia, anche la pollina dei vari allevamenti di galline in batteria presenti nel comune, creando così un business a filiera corta piuttosto proficuo.
La centrale, pur meritoria nella sua natura ecologica, rappresenta per la scelta della location l'ennesimo passo azzardato, incuranti delle opinioni dei residenti, nascondendo il rumore dei passi dietro alla parola sviluppo economico, abusata in tutte le scelte più controverse che hanno caratterizzato gli ultimi dieci anni di amministrazione (centro commerciale di Federici, variante Novelli, piano particolareggiato di pizza XXI Settembre e il recente allevamento di galline che si sta facendo sorgere su una falda acquifera).
a facilitare l'insediamento della centrale contribuirà il già accennato maxicomplesso di villette che i comuni di Attigliano e Giove vorrebbero far sorgere poco più a valle; quest'ultimo comune non proprio popolare per le sue scelte di tutela del paesaggio, vedasi Travisud.
Infatti, una volta che si darà il via libera alla distruzione della valle grazie a questa villettopoli è scontato che non si potrà accusare la centrale di essere un elemento di impatto in un territorio che verrà pesantemente segnato dalle migliaia di metri cubi della neovillettopoli



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