Tracce di gasolio nelle falde acquifere

Il pollificio di Porchiano del Monte non smette di far parlare di sé e neanche di stupire a quanto pare.
Sembra infatti che, ieri mattina, nel corso dei lavori di rilevamento in atto nell'area del pollificio, sia stata individuata la presenza del carburante impiegato per i mezzi agricoli, che sarebbe così andato ad inquinare la falda acquifera.
I lavori che erano in corso consistevano in sondaggi operati nel terreno finalizzati ad arrivare ad intercettare, in tre punti, la falda acquifera e capire che tipo di terreno ci fosse, verificando dunque, attraverso un'opera di analisi, la possibilità di attingerne, per vedere se il pollificio o altri inquinanti potessero essere causa di eventuali danni ambientali come una parte dell'opinione pubblica e politica teme, o meno.
Molti altri, invece, nel corso di una diatriba che va avanti ormai da tempo, affermano che il pollificio potrebbe rappresentare un elemento inquinante solo nel caso in cui ne venisse attuata una gestione scorretta nelle modalità.
Questo nella stessa misura in cui risultano essere inquinanti, ad esempio, anche le fognature prive di fossa biologica o qualsiasi altra potenziale "fonte" di "materiali di scarto", non gestita nel modo corretto.
Lavori, quelli di ieri, che l'amministrazione comunale amerina aveva commissionato appunto ad un geologo, al fine di effettuare un'indagine geologica vera e propria che consentisse di approfondire la situazione, predisponendo punti di monitoraggio che potessero attestare in modo puntuale lo stato di salute della falda acquifera dell'area interessata.
Un inquinamento da gasolio agricolo, dunque, è quanto sembrerebbe essere stato riscontrato ieri, fatto per il quale alcuni iniziano ad azzardare le prime ipotesi.
Tra queste, l'eventualità, puramente fantasiosa finora, che il "ritrovamento" potrebbe essere ricondotto a un'azione in un certo senso di "ostruzionismo", quasi a porre un paletto, un ostacolo a quanti sostengono il pollificio di Porchiano del Monte.
Gesto che potrebbe anche essere stato compiuto, ipotizzano quindi altri, da qualcuno che potrebbe avere l'intenzione o la volontà di minare l'approvazione del progetto.
Alcuni addirittura azzardano una puramente ipotetica e istintiva associazione con quello che definiscono un gesto analogo avvenuto da non molto tempo ad opera di mani ancora ignote: quello dell'acido gettato sulla pavimentazione del piazzale Boccarini, nel momento in cui i lavori, abbastanza contestati, erano ormai praticamente ultimati.
Intanto, sembrerebbe che i risultati riscontrati dalle indagini geologiche verranno presentati alla procura della Repubblica.
A questa istituzione spetterà poi compiere le verifiche e gli accertamenti del caso, individuando o meno le eventuali responsabilità del caso e eventuali intenzionalità del gesto o meno.
Per ora, in attesa di spiegazioni più specifiche e puntuali, ci si può solo appellare all'onestà e al buon (oltre che civico) senso di ognuno, affinché in ogni caso e in ogni ipotesi, il rispetto per l'ambiente e per chi vi abita resti tra le priorità di tutti, amerini e non.



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