Una donna di settantacinque anni da quattro mesi è costretta a percorrere due chilometri a piedi per poter prendere l'acqua sufficiente al proprio sostentamento.
Non stiamo parlando di terre lontane, ma di "Capo di sopra", una località compresa tra Macchie, Amelia e Sambucetole.
Quando si parla di emergenza idrica e i problemi sociali connessi non si pensa mai che possa trattarsi di un dramma vicino a noi.
Invece, anche nel territorio di Amelia accadono episodi che nel nostro immaginario sono relegati nell'ambito delle notizie lontane.
La donna, di cui diamo solamente le iniziali m. V., piangendo ci descrive il dramma quotidiano con cui da giugno è costretta a confrontarsi. M.v. ha trascorso un'estate calda come quella di quest'anno senza acqua corrente, in un estenuante viavai a piedi tra la propria casa e una fontana lontana due chilometri, solamente per prendere l'acqua sufficiente per gli usi quotidiani.
Per il resto acqua minerale, e attenzione a sporcare piatti e suppellettili il meno possibile, soprattutto in questi giorni in cui ci racconta che è diventato troppo faticoso arrivare al fontanile.
Gli altri residenti della zona rurale in cui M.v. vive, potendosi permettere di far arrivare una cisterna per il rifornimento idrico, riescono a sopperire all'emergenza, ma questo lusso lei non se lo può permettere.
Una zona fatta di casali lussuosi, in cui questi drammi stridono ancor di più per il contrasto che ne scaturisce con la situazione in cui vive la nostra protagonista.
A scorno di ciò, poi, le bollette del Sii continuano ad arrivare alla signora, mentre la situazione si aggrava continuando a passare sotto silenzio nonostante i reclami.
Infatti, c'è una ragione che spiega, ma non giustifica, questo disservizio. A determinarlo sarebbero, infatti, i lavori che si stanno svolgendo per il mastodontico approvvigionamento di acqua necessario a un grande allevamento di galline che si trova a ridosso della località di cui stiamo parlando.
Nel frattempo M.v. si dice sempre più esasperata: con i soldi della pensione, tra bollette e la minima quantità di acqua che deve comprare per poter vivere, la situazione economica già precaria è diventata ancora più grave e non riesce a intravedere una via di uscita a questa odissea, nella quale istituzioni ed enti pubblici incarichi della gestione idrica continuano a rimanere latitanti.




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