Se a Silvio Berlusconi è piaciuta molto l'Umbria, come ha avuto a dichiarare dopo il suo soggiorno nell'Amerino (è stato ospite del centro benessere Messeguè a Melezzole), a centinaia di persone è piaciuta molto Amelia.
Lo stupore del gioiello nascosto dietro l'angolo ha conquistato frotte di turisti che hanno affollato l'evento
"Amelia nelle giornate europee del patrimonio"
(iniziativa contenuta nel cartellone italiano del Fai).
Una piccola folla, nel fine settimana, ha visitato i palazzi nobiliari, di norma chiusi al pubblico, ma anche i tanti altri monumenti che la città contempla.
Protagonista assoluto di questo evento di grande successo è stato l'assessore al turismo, Franco Santarelli, che sta dando un positivo scossone alla più importante delle politiche economiche del territorio.
Attorno alle giornate del Fai (Fondo ambiente italiano) e all'inserimento di Amelia in posizione privilegiata dentro a questo importantissimo contenitore nazionale, c'è un grandissimo lavoro svolto dall'assessorato.
Il lavoro portato avanti diventa un modello di riferimento, che in futuro potrebbe, se non dovrebbe, indicare la rotta per le politiche comunali, finora risultate troppo vaghe e troppo poco indirizzate verso quell'unica ricchezza del territorio che è il turismo.
Il metodo Santarelli si basa su alcuni cardini cruciali: il primo è la qualità di ciò che si propone; il secondo è il coinvolgimento di associazioni e soggetti privati in un'ottica di collaborazione con il pubblico; il terzo è la ricerca di fondi e sponsorizzazioni, di relazioni private e collaborazioni istituzionali al di fuori della ristretta cerchia di Amelia.
Tutto ciò, che è la norma nei luoghi più avanzati dell'Umbria e dell'Italia, stenta ad affermarsi ad Amelia.
Mai finora era stato tentato un approccio di questo tipo. Per il turismo ad Amelia hanno sempre fatto tutto gli altri: privati che hanno realizzato agriturismi e bed and breakfast; o il naturale passaparola del visitatore, che come è stato per Berlusconi, vede tanta bellezza e lo dice in giro.
É mancato finora lo spessore culturale e la vivace curiosità verso il moderno da parte degli amministratori.
Con il metodo Santarelli, che ha già prodotto "Amelia Segreta" e"Amelia nelle giornate del patrimonio", questa cultura e questa vivacità si vuole affermare.
Sarà un esempio seguito? Si punterà sulla qualità, sul turismo, sulla storia e sull'ambiente (apprezzati persino da Berlusconi, che non è certo un ecologista, piuttosto un uomo d'affari!), oppure si continuerà a fare amministrazione di bassa bottega (di megaporcilaie e palazzoni stile Bulgaria) come avviene da decenni?



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