Curriculum o sostegno della politica? Cosa deve contare nella scelta di un progettista, la sua capacità riconosciuta o l'appartenenza a una casta? Il Comune, sul Puc, il piano di rilancio del centro storico, ha detto no alle ingerenze esterne.
Ha selezionato per concorso un team progettuale, ha scelto tenendo presente il miglior curriculum e si appresta a servirsi di questo team per progettare le opere pubbliche del centro storico, che la Regione sta finanziando con il Puc. Il tutto, lasciando fuori della porta chi insistentemente sta bussando, cercando corsie preferenziali attraverso la politica.
Formalmente, il Comune ha detto no a un aiuto esterno della Provincia di Terni.
Ha rinunciato a inserire, nella squadra dei progettisti vincitori per curriculum, altri tecnici, in forza alla Provincia, che sono ben targati politicamente, avendo in passato ricoperto incarichi politici di rilievo.
La buona novella (non capita tutti i giorni che un'amministrazione pubblica respinga delle avance politiche) arriva sulla scia di una ritrovata unità interna alla coalizione dei partiti di centrosinistra, oggi abbastanza compatta se si eccettua qualche singolo personaggio che di tanto in tanto si defila per proprie strategie personali.
La maggioranza sembra intenzionata a non voler rinnovare le difficoltà incontrate con la redazione del piano particolareggiato di piazza XXI Settembre, dove molte associazioni e gruppi cittadini, anche eterogenei tra loro, sono entrati in conflitto con la giunta.
Lo scontro, in quel caso, si è venuto a creare per una mancanza di dialogo, per l'irrigidimento di alcuni soggetti, ma anche per aver affidato la progettazione a soggetti che avevano manifesti trascorsi politici.
Evidentemente, la giunta vuole evitare che sul Puc vi siano nuovi scontri, nuove polemiche, nuove barricate. Il centrosinistra di Amelia, dopo le elezioni nazionali, stravinte dal centrodestra, sembra volersi dare una scossa, abbracciando una politica del fare che sia anche quella del fare bene, del fare con qualità.
Il centro storico d'altronde vive in condizioni pietose proprio perché da molti decenni a oggi non ha ricevuto le giuste attenzioni, e in molti casi è stato addirittura deturpato. Interventi come quello dell'ufficio postale, che hanno massacrato la bellezza del centro con architetture moderne assai sgradevoli e fuori luogo, provengono proprio da una stagione indietro con gli anni, quando alcuni dei progettisti attuali se ne stavano seduti nelle stanze dei bottoni della politica.
Questa commistione di errori tecnico-politici del passato è sotto gli occhi di tutti. Mette d'accordo ambientalisti e commercianti, cittadini di destra e di sinistra, amerini storici e residenti del fine settimana. C'è un'area critica diffusa che ha detto basta agli scempi contro la storia, ha detto basta al vetro-cemento, alle case con gli spigoli di 45 gradi, ai palazzi torre di quindici metri. Quest'area critica diffusa, che vuole la tradizione in architettura, abbraccia persone colte e ceti non scolarizzati, organizza forum tematici specifici ma scrive anche sulle riviste popolari locali. Ora che il centro storico ha una seria possibilità di risorgere, grazie al Puc, tradire queste aspettative con l'urbanistica dei soliti noti significherebbe per la giunta rassegnarsi all'impopolarità. Per questo è stato fatto un gesto coraggioso: mettere alla porta il tecno-politicismo, dare lo stop alla casta e consegnarsi alla competenza.



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